Quando si parla di detrazioni fiscali relative ai lavori di ristrutturazione e all’acquisto di mobili, è importante chiarire le condizioni per poter usufruire di tali agevolazioni, secondo la normativa vigente, aggiornata annualmente.

Questi giorni, abbiamo avuto il seguente caso: un nuovo cliente ha inserito nelle dichiarazioni degli ultimi due anni delle spese per ristrutturazione e acquisto di mobili, che possono essere detratte nella dichiarazione dei redditi per un periodo di 10 anni, e gli acquisti sono stati effettuati nel 2022.

Il cliente non ha eseguito lavori di ristrutturazione straordinaria nel 2022, ma ha solamente acquistato dei mobili nello stesso anno.
La domanda è: poteva richiedere la detrazione fiscale per tali spese?

La risposta è semplice: non poteva, perché per usufruire di questi bonus è necessario rispettare alcune condizioni ben precise, che purtroppo il mio cliente non soddisfaceva.

Per due anni consecutivi, nella sua dichiarazione sono state inserite erroneamente spese che non rispettavano i requisiti previsti dalla normativa fiscale italiana.

Inoltre, sono stati inseriti erroneamente anche soggetti a carico, il che mi porta a concludere che la dichiarazione sia stata compilata da una persona non qualificata o con l’intento di permettere al cliente di ottenere somme non dovute.

Purtroppo, con il tempo, il cliente sarà sottoposto a controlli da parte delle autorità e dovrà restituire le somme percepite indebitamente, con interessi e sanzioni, poiché tali importi rappresentano un’appropriazione indebita di fondi pubblici.

In più, i miei clienti non hanno presentato tutta la documentazione necessaria per ottenere la detrazione, semplicemente perché non è stata richiesta.

Requisiti fondamentali per il Bonus Mobili:

Il Bonus Mobili prevede una detrazione IRPEF del 50% su una spesa massima di 10.000 euro, suddivisa in 10 rate annuali. Per poterne beneficiare, è fondamentale che:

1. Siano stati eseguiti lavori di ristrutturazione
I lavori devono essere stati effettuati sull’immobile e rientrare nella categoria delle ristrutturazioni, ad esempio:

  • Rifacimento del bagno;

  • Spostamento o demolizione di pareti divisorie;

  • Sostituzione di impianti (elettrico, idraulico, termico);

  • Altri interventi di manutenzione straordinaria.

2. Sia stata presentata la CILA o altro titolo abilitativo
Prima dell’acquisto dei mobili, è obbligatorio aver presentato la Comunicazione Inizio Lavori Asseverata (CILA), la SCIA o altro titolo autorizzativo che consenta l’avvio dei lavori.
Senza questo documento non è possibile beneficiare della detrazione.

3. Il pagamento dei mobili sia tracciabile
Il pagamento deve essere effettuato tramite:

  • Carta di credito o debito;

  • Bonifico bancario o postale.
    I pagamenti in contanti o con assegni non sono ammessi ai fini della detrazione.

Documentazione da conservare e presentare per 10 anni:

Per dichiarare correttamente le spese e ottenere la detrazione, è necessario conservare:

  • Fatture per mobili e lavori di ristrutturazione;

  • Ricevute dei pagamenti tracciabili;

  • Copia della CILA, SCIA o altro titolo abilitativo.

Cosa succede se non ci sono lavori di ristrutturazione?

Se il cliente non ha eseguito lavori di ristrutturazione e non ha presentato la CILA (o altro titolo), non può beneficiare del Bonus Mobili.
Anche se ha acquistato i mobili, la detrazione non è ammessa senza il requisito fondamentale dei lavori di ristrutturazione.

Il mio messaggio per la comunità è questo:
Per ogni spesa è importante chiedere con precisione quali somme si possono recuperare dallo Stato e verificare se sono richiesti documenti aggiuntivi per giustificare la detrazione.

Per ulteriori chiarimenti o assistenza nella compilazione della dichiarazione, potete rivolgervi all’Ufficio Sava di Roma.